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LUNGO LA COSTA La
vita a queste estreme latitudini è tutta concentrata lungo
la costa del mare dove confluiscono le acque torbide dei fiumi e quelle
ricche di plancton del Mar Glaciale Artico. In questa sottile striscia di terra che costeggia il mare è possibile trovare il novanta per cento di tutte le forme viventi. Ed è per questo motivo che tutti gli insediamenti umani si trovano, fin dagli albori della colonizzazione delle Svalbard, sulle rive del mare, all'interno dei fiordi più riparati. Alle Svalbard ci sono circa 4.000 abitanti tra i quali circa 1300 norvegesi e 2600 russi. La maggior parte degli abitanti è concentrata a Longyearbyden, in prevalenza abitata da norvegesi, e nei due villaggi russi Pyramiden e Barensburg. Le Svalbard potrebbero essere state scoperte già nel XII secolo, ma la prima scoperta incontestabile delle Svalbard fu fatta dall'olandese Willem Barents nel 1596. Le isole servivano da base internazionale per la caccia alle balene nel XVII e XVIII secolo. Erano inoltre anche la base di partenza per molte esplorazioni artiche. La sovranità norvegese venne riconosciuta nel 1920, anno nel quale l'area venne demilitarizzata da un trattato. La Norvegia prese in carico la loro amministrazione nel 1925. La
gran parte delle Svalbard è coperta da ghiacci. Infatti il nome
'Svalbard' significa 'costa fredda'. Comunque la Corrente nord-atlantica
modera il clima artico, mantenendo le acque circostanti aperte e navigabili
per gran parte dell'anno. La principale attività economica è
l'estrazione del carbone, cui si aggiungono la pesca e la caccia. La Norvegia
dichiara una zona di pesca esclusiva di 200 miglia nautiche, che non è
riconosciuta dalla Russia. CURIOSITA' L'equilibrio ecologico di questi territori fragilissimi, costituito di delicati rapporti tra terra e mare, risulta in continua evoluzione a causa del progressivo ammorbidimento climatico, che determina lo scioglimento dei ghiacciai e il regresso della banchisa. FLORA Molto
povera e caratterizzata sopratutto da licheni, comprende poco più
d'un centinaio di piante, tutte basse e non vistose. Fanno eccezione alcuni
fiori, tra cui il papavero delle Svalbard. FAUNA. L'elemento più
importante è l'orso bianco, che vive predando le foche, tra cui
le più diffuse sono la foca degli anelli e la foca barbata. La
renna è presente nella forma nana, mentre il bue muschiato è
stato reintrodotto con successo e il tricheco, sterminato in passato,
compare adesso sporadicamente. Abbondanti gli uccelli, presenti a milioni
lungo le coste e comprendenti 109 specie tra cui i rari gabbiani di Sabine
e d'avorio. |
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Catturare una balena significa ricchezza:
l'olio distillato dal suo pannicolo adiposo serviva per illuminare le
strade della città e pre lavorare la lana nelle filande, i fanoni
per ottenere stecche di ombrelli, grate per finestre, molle per divani.
Allora la caccia non era un'inutile strage. |
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NATURA Poche centinaia di metri dal centro abitato e si è subito sovrastati da ghiacciai e rupi in cui nidificano migliaia di uccelli marini. In autunno, (brevissimo quanto suggestivo) la tundra e i suoi arbusti (salice artico, e betulla nana), alti da terra non più di cinque centimetri, si tingono di rosso e giallo. I
branchi di oche e anatre marine si riuniscono in grandi
stormi per migrare verso sud. Poi, la neve comincia a scendere silenziosa e ricopre il paesaggio con un velo candido che per dieci mesi avvolge l'arcipelago. Da quel momento gli orsi bianchi e le volpi artiche sono i veri padroni delle Svalbard. Il cambiamento climatico è la minaccia numero uno alla sopravvivenza del più grande carnivoro terrestre. Sono,infatti, a rischio gli habitat nel quale vive e regna da centinaia di migliaia di anni l'orso polare. La conferma viene dal rapporto del WWF "Orsi bianchi a rischi", che esamina la situazione dei 22.000 orsi bianchi che vivono nelle regioni artiche. Gli scienziati ONU dell'IPCC ritengono che il cambiamento climatico delle regioni polari potrebbe essere maggiore che in qualunque altra zona terrestre. L'aumento dell'inquinamento che provoca il riscaldamento globale, ha causato l'innalzamento delle temperature dell'Artico di 5° gradi Celsius durante gli ultimi 100 anni e le distese di ghiaccio sono diminuite del 6% durante gli ultimi 20 anni. Gli scienziati ora prevedono una perdita del 60% del ghiaccio presente nella stagione estiva entro il 2050, che potrebbe più che raddoppiare la stagione estiva priva di ghiaccio (da 60 a 150 giorni). Il ghiaccio è essenziale alla sopravvivenza degli orsi bianchi, poiché costituisce una piattaforma dalla quale questi cacciano il loro sostentamento primario, le foche dagli anelli e le foche barbate, per le loro riserve di grasso. Il dimagrimento riduce la capacità di allattare nelle femmine, portando ad una maggiore mortalità tra i cuccioli. Meno del 44% in genere sopravvive alla stagione priva di ghiacci. |
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SOCIETA' Nonostante
le difficoltà imposte dalla vita isolata a queste latitudini, gli
abitanti delle Svalbard si dimostrano molto comprensivi e disponibili,
agevolando chi vuole esplorare i fiordi più belli o visitare i
due insediamenti ex-sovietici presenti sulle isole. I primi a insediarsi su queste isole furono i cacciatori di balene scandinavi che costituirono alcune basi per la lavorazione dei cetacei e dei trichechi che allora abbondavano in queste acque. Con il declino dell'attività baleniera, i cacciatori furono sostituiti dai minatori. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX il boom del carbone ha attirato nelle Svalbard tante persone quante non se ne erano mai viste prima e sono sorti gli insediamenti di Longyearbyen, NyAlesund, Pyramiden, gestiti direttamente dalle compagnie minerarie norvegesi e russe. Il fascino delle isole è però sempre legato all'epoca dei trapper, i cacciatori di pellicce, che si stabilivano in minuscole capanne nelle località più remote. Alcune di queste capanne (hut) sono ancora mirabilmente conservate grazie al clima e possono essere visitate costituendo una delle attrazioni turistiche del luogo. Attualmente in zona vengono svolte un gran numero di attività sociali, sportive e ricreativo-culturali direttamente a Longyearbyen. In città esiste un centro sportivo di atletica leggera con piscina, che è un punto focale per molte delle attività di sport. Con gran frequenza vengono organizzati convegni e meetings che, spesso direttamente nell'università, richiamano musicisti, famosi artisti e scenziati da tutto il mondo. Fra gli eventi annuali regolarmente previsti e di maggior prestigio spiccano: 1.
PopolarJazz Festival: 4-5 giorni di
musica di altissimo livello a fine gennaio
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