SVALBARD: SCOPERTO UN FOSSILE DI UN PLIOSAURO (del 21/11/2009) Ritrovato nel mare del Nord, nei pressi delle isole Svalbard, un fossile di un pliosauro di 15 metri. E’ il più grande esemplare finora mai ritrovato di questo tipo di rettile marino. L’esemplare risale a 150 milioni di anni fa. Ecco un’immagine del ritrovamento:
Dotato di una testa enorme fornita di grandi denti aguzzi, il pliosauro era sicuramente uno dei massimi predatori marini della sua era. I denti sono particolarmente robusti, e nella parte anteriore della mascella sono simili a lunghi canini, che servivano a penetrare nella preda e a ucciderla. I denti posteriori assomigliano a uncini, e con tutta probabilità servivano a spingere la preda verso la gola dell’animale.
Il Pliosaurus, con una lunghezza di circa dieci metri, potrebbe essere stato sufficientemente grande da inghiottire una preda senza il bisogno di farla a pezzi. La testa e il collo ampi potrebbero aver aiutato nell’operazione di inghiottimento.
D’altronde, il termine del muso stretto e alcuni resti rinvenuti all’interno della cavità addominale fanno pensare che questo animale fosse un predatore opportunista che si nutriva di una vasta gamma di prede, che includevano cefalopodi, pesci e altri rettili.
Le grandi orbite e le orecchie acusticamente isolate suggeriscono che il pliosauro si basasse principalmente sul senso della vista per cacciare. Le narici sembrerebbero essere state troppo piccole per essere utilizzate nella respirazione, e quindi potrebbero aver avuto una funzione olfattiva subacquea.
FONTE: http://archeoblog.net
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SVALBARD ESTATE 2009: BISOGNA PRENOTARE ORA! (del 21/10/2008) Da oggi (20 ott 2008), apriamo le prenotazioni per la prossima stagione
la fortissima richiesta e la scarsa ricettività locale impongono le prenotazioni con larghissimo anticipo.
Riepilogo delle iniziative più importanti:
PROGRAMMI BREVI
1) VOLO E PERNOTTAMENTO ALLE ISOLE SVALBARD
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Volo da Tromsø e pernottamenti a Longyearbyen (tutto l’anno), da 870 Euro
I CLASSICI (Crociere, Trekking e Kayak)
2) AVVENTURA ALLE ISOLE SVALBARD
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Crociera, circuito breve in nave alle Svalbard, da 999 Euro, Speciale partenze in italiano 12luglio e 09agosto
3) NEL REGNO DELL'ORSO POLARE
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Crociera, circuiti settimanali alle Svalbard, da 2880 Euro Speciale partenze in italiano 09luglio e 06agosto
4) DA BERGEN ALLE ISOLE SVALBARD
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Crociera, fiordi norvegesi + Svalbard, da 2586 Euro
5) OCEAN WIDE EXPEDITIONvisualizza dettaglio del viaggio
Crociere in navi da ricerca russe e olandesi e in veliero
6) SPITSBERGEN TREKKING
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Trekking e crociera in 2 campi base alle Svalbard, da 2300 Euro
7) BLOMSTRANG KAYAK CAMP
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Kayak e crociera in un campo base alle Svalbard, da 2000 Euro
8) ISFJORDEN KAYAK EXPEDITION
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Kayak, spedizione in tenda, da 1650 Euro
LE AVVENTURE (Primavera 2009)
9) SPITSBERGEN NEWTON SKY EXPEDITION
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Sci, traversata con sci da fondo e pulka, da 2750 Euro
10) SAFARI INVERNALE A SPITSBERGEN
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Motoslitta, spedizione artica, da 2000 Euro
11) SAFARI SULLE SLITTE TRAINATE DAI CANI;
Dogsledding, spedizione artica, da 2100 Euro
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SUPERQUARK, IL NUOVO CICLO PER TUTTA L'ESTATE SU R (del 08/07/2008) Riprende la programmazione del più popolare magazine televisivo di scienza, natura e tecnologia, ideato e condotto da Piero Angela. Torna Superquark, ogni giovedì alle 21.20 per tutta l’estate fino ai primi di settembre.
In apertura i magnifici documentari naturalistico-antropologici della serie francese Ushuaia, oltre agli spettacolari Planet Earth e ai due affascinanti Gange della BBC.
Andrea Pasquini si è spinto fino all’inospitale (20° sotto zero) arcipelago delle Svalbard a nord della Norvegia, dove si conservano gli esemplari di tutte le colture conosciute utili all’uomo; e Francesca Marcelli ha girato fra i vapori dell’Islanda, che con la geotermia risolve i propri problemi energetici.
Non mancheranno i servizi di approfondimento tecnologico di Lorenzo Pinna, coadiuvato da Caterina Borelli ed Emanuele Angiuli: dal raddoppio del Canale di Panama , visto che il traffico delle merci mondiali avviene per oltre il 95% via mare, alla costruzione del tunnel sotto il Bosforo che collegherà la Istanbul europea a quella asiatica con la ferrovia; nonché la curiosa specializzazione italiana nella costruzione delle montagne russe dei lunapark.
tratto da: http://www.digital-sat.it/new.php?id=14670
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ISOLE SVALBARD: UN CAVEAU PER SALVARE I SEMI DELLA (del 12/04/2008) Le colture del mondo non potranno sparire mai più e anche la Terra subisse le più inenarrabili catastrofi naturali o l’apocalisse nucleare, i sopravvissuti potranno comunque riprendere l’agricoltura e piantare le coltivazioni essenziali nella loro biodiversità. Oltre 100 milioni di semi provenienti da oltre 220 paesi sono arrivati al caveau blindato scavato nel permafrost delle isole Svalbard che ha aperto i battenti dagli inizi di febbraio. L’iniziativa, sponsorizzata da privati e enti statali di Australia, Germania, Inghilterra, Norvegia e USA ed appoggiata dalla Fao è costata 22 milioni e servirà a proteggere i preziosi semi di tutte le piante del mondo.
Un caveau di tunnel con diversi codici d’accesso scavato a 150 metri sotto il permafrost, a prova di esplosioni, terremoti e attacchi terroristici (al contrario di quello iracheno andato distrutto e quello nelle Filippine distrutto dal tifone) salverà le future colture dal riscaldamento globale permettendone nche il proseguimento degli studi genetici. La gestione è affidata alla Global Crop Diversity Trust, un’organizzazione non-profit internazionale per la varietà globale delle colture.
Il laboratorio è stato costruito in Norvegia perchè in caso di blackout elettrico, i preziosi semi possono sopravvivere grazie alla temperatura di -15° del permafrost: nel caveau infatti gli addetti alla catalogazione lavorano a 0° mentre i semi sono conservati in celle frigorifere intorno ai -18°, consumando molta meno energia elettrica di quanta ne sarebbe necessaria se il laboratorio fosse ad altre latitudini.
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ECLISSI SOLARI SVALBARD E DINTORNI (del 21/12/2007) L’eclisse solare totale è uno spettacolo senza eguali in natura, un evento che lascia senza fiato. Un fenomeno che si manifesta raramente e solo in determinate aree della superficie terrestre, per questo non tutti hanno la fortuna di osservarlo.
L'eclissi solare si verifica quando la Luna si interpone tra fra Sole e Terra e proietta un cono d’ombra che oscura la superficie del nostro pianeta.
Durante l'eclisse solare, quindi, sulla Terra si creano delle zone di ombra e di penombra. Esistono tre tipi di eclisse di Sole: Totale, Anulare e Parziale. Il verificarsi di questo o quel tipo di eclisse dipende dall'allineamento dei tre corpi celesti (Luna, Terra e Sole).
L’allineamento sullo stesso asse di Sole, Terra e Luna dà luogo a quella che si chiama eclisse centrale, che può essere anulare o totale. L'allineamento non completo dà luogo, invece, all’eclisse parziale, in questo caso l'oscuramento non è completo.
Se l'eclisse di Sole è centrale, dai punti della superficie terrestre che si trovano nella zona d'ombra il Sole si vedrà completamente oscurato, mentre dai punti che si trovano nella zona di penombra, solo una parte del disco solare sarà oscurato. È questo il caso dell' eclisse totale.
LE PROSSIME ECLISSI SOLARI A NORD DEL PIANETA:
ECLISSE SOLARE DEL 1 AGOSTO 2008. La fascia di totalità va dalla Groenlandia alla Mongolia, passando molto a Nord della Scandinavia. L’eclissi solare sarà visibile in Canada, Groenlandia, Siberia, Mongolia e Cina. A Capo Nord, sarà dell'82.5 %, a Stoccolma del 51.3 %.
ECLISSE SOLARE DEL 4 GENNAIO 2011. L'eclisse sarà parziale. Da buona parte dell'Europa si vedrà sorgere il Sol già eclissato. La visibilità sarà migliore spostandosi verso Nord (a Copenaghen l'oscuramento sarà dell'82.6 %, a Berlino dell'80.6 %).
ECLISSE SOLARE DEL 20 MARZO 2015. La fascia di totalità passerà a Nord della Scandinavia e della Gran Bretagna. L’eclissi sarà visibile nell’Oceano Atlantico settentrionale, Isole Faeroe e Svalbard. L'oscuramento sarà dell'86.8 % a Greenwich, dell' 83.9 % a Copenaghen.
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ISOLE SVALBARD, TROPPO CALDO (del 21/12/2007) Nuovo allarme dai ricercatori gallesi e norvegesi
Isole Svalbard, troppo caldo
Il ghiaccio sempre più sottile
29.09.07 - Nuovo allarme per i ghiacciai dell’arcipelago norvegese di Svalbard: si stanno assottigliando ad un ritmo sempre più sostenuto. Allarme che arriva dalla rivista “Geophysical Research Letters” che ha pubblicato uno studio condotto da un’équipe di ricercatori gallesi e norvegesi. Le isole Svalbard si trovano nell’Oceano Artico, a metà strada tra la Norvegia settentrionale e il Polo Nord. Il 60% circa della superficie delle isole è ricoperto da ghiacci. In quest’ultima ricerca, gli studiosi hanno utilizzato uno scanner laser aerotrasportato per la rilevazione dei dati e la fotogrammetria digitale per studiare i ghiacciai della regione. Gli scienziati hanno scoperto che diversi ghiacciai delle Svalbard occidentali, di dimensioni comprese tra i cinque e i mille chilometri, stanno perdendo massa ad un ritmo sempre più crescente.
«L’ORIGINE DI QUESTO DRASTICO assottigliamento del ghiaccio va ricercata nel riscaldamento climatico che ha provocato sia un innalzamento delle temperature sia una riduzione delle precipitazioni nevose», spiega la professoressa Tavi Murray, responsabile del gruppo di glaciologia dell’Università di Swansea. Aggiunge: «Secondo le previsioni, inoltre, nella regione artica il riscaldamento è destinato a intensificarsi a ritmi sempre maggiori». Dal 1936, i tassi di assottigliamento del ghiacciaio Midtre Lovénbreen ...
(fonte: http://www.heos.it/Attualita_07/010180.htm)
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COZZE ALLE SVALBARD! (del 08/24/2007) Ecco un altro segno di come il surriscaldamento della Terra stia procedendo in maniera irreversibile: nell'arcipelago svedese delle isole Svalbard, a circa 1200 chilometri dal Polo Nord, i pescatori possono raccogliere le cozze blu.
L'individuazione di questa specie di mitili a queste latitudini desta molta preoccupazione negli ambienti scientifici. Le cozze blu amano acque molto più temperate come, ad esempio, quelle delle costiere francesi o delle costiere situate ad oriente degli Stati Uniti.
Secondo i ricercatori della Norwegian University of Science and Technology, il clima sta mutando molto velocemente ed i bivalvi rappresentano una prova inequivocabile di questo fenomeno. Le analisi hanno confermato che i mitili trovati risalirebbero a due o tre anni. Un dato che fa veramente arricciare il naso pure ai “ben pensanti”: in questo arcipelago non furono mai rinvenute cozze sin dall'epoca dei vichinghi.
Istituzione scientifica citata nell'articolo: Norwegian University of Science and Technology
(Articolo di Anna Ermanni in www.ecplanet.com) | COMMENTI: 1 (08/07/2408) FABIO: "cozze..." : Le cozze ci possono anche essere, ma in inverno, con le temperature rigide e il pack, resistono?
Co... [continua]
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U.N. (del 08/24/2007) In occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, a Tromsø presso l’Istituto per gli Affari Polari, il 5 giugno e’ stato presentato il rapporto “Global Outlook for Ice and Snow” dell’ United Nations Environment Programme. Le previsioni dell’Unep non sono rosee: se non si porrà rimedio allo scioglimento dei ghiacci i mutamenti ambientali si ripercuoteranno negativamente su tutte le forme vitali del pianeta.
Per saperne di piu’: Unep
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ARTICO: OGNI DIECI ANNI - 7% DELLA SUA SUPERFICIE (del 07/20/1501) Secondo la Nasa, tra il 2004 e il 2005, l’Artico è arrivato a perdere una superficie superiore alla Penisola Iberica di ghiaccio perenne, 720.000 chilometri quadrati, e cioè il 14%.
Secondo il Laboratorio di “Propulsione a getto” (JPL) la perdita del ghiaccio perenne prevista durante l’estate, è stata maggiore avvicinandosi ad un 50% in piú nel momento in cui la banchisa si spostava dall’Artico orientale verso ovest.
I dati dello studio, basato sui dati apportati dal satellite QuikScat della NASA, indicano che la riduzione della calotta di ghiaccio perenne, che ha uno spessore di tre o più metri, è di 720.000 chilometri quadrati. Secondo il Centro Nazionale di Previsioni Ambientali di Boulder , nel Colorado, il disgelo sarebbe dovuto ad un cambio nei venti artici. Son Nghiem, ricercatore del JPL, ha sottolineato che i cambi registrati in questi anni nel ghiaccio artico “sono rapidi e spettacolari”. Ha anche aggiunto che, se così rimane la situazione, questa avrà un impatto “profondo nell’ambiente, che si ripercuoterà sul trasporto marittimo e nel commercio”.
I ricercatori segnalano in un comunicato del JPL, che se questa diminuzione del ghiaccio si mantiene costante, il mare circostante aumenterà la sua temperatura, con la conseguenza dell’accelerazione del disgelo estivo che a sua volta, ridurrà ancora di più la calotta del ghiaccio artico.
Ciò nonostante, avverte Nghiem, questi cambi non sono ben comprensibili e persistono molti interrogativi. Egli segnala: “ E’ vitale mantenere una stretta sorveglianza su questa regione, mediante satelliti, e mediante dati rilevati dalla superficie”.
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L'EVOLUZIONE DEL CLIMA TERRESTRE (del 07/20/1801) Che il pianeta si stia surriscaldando e che in massima parte ciò avvenga per le attività umane, è già un fatto acquisito dalla comunità scientifica. Questa è la conclusione più importante espressa nell’Informazione Intergovernativa del Cambio Climatico (IPCC), uno studio realizzato da più di 2500 scienziati, organizzato dalle Nazioni Unite.
L’informazione è determinata dai risultati raggiunti dai maggiori esperti circa le variazioni del clima a livello mondiale. Il testo, sebbene possa subire cambiamenti nel prossimo mese di febbraio durante la riunione che si terrà a Parigi, costituirà prevalentemente un documento politico, in cui ogni parola è misurata in base alle sue possibili conseguenze.
Lo studio afferma che il riscaldamento globale è già un fatto innegabile. Si osserva che il 2005 e il 1998 sono stati gli anni più caldi da quando si registrano le temperature. La temperatura media della superficie ha cominciato ad aumentare dal 1850, afferma uno dei segnalatori dell’informazione. “Le osservazioni negli oceani, nell’atmosfera, neve e ghiaccio, mostrano dati coerenti con il riscaldamento.”
Si offrono anche valutazioni riguardo la riduzione della neve nel pianeta. Secondo tali osservazioni, la riduzione dei ghiacciai ha aumentato il livello del mare di un 5% tra il 1966 e il 2004. L’Artico perde ogni dieci anni, a partire dal 1978, un 7,4% della sua superficie ghiacciata ogni estate.
Le probabili cause possono essere classificate, secondo il parere degli scienziati, in “molto probabili” (quando hanno un 90% di certezza) “probabili” (più del 60%) o “più o meno probabili” (33-66%).
In questo contesto i ricercatori registrano che la principale causa del riscaldamento è dovuta alla massiccia immissione di gas nell’atmosfera: biossido di carbonio, metano, ossido di nitrogeno. Cioè quelli che si formano per produrre energia.
L’informazione segnala: “ L’attività industriale dell’uomo iniziata nel 1750, ha molto probabilmente innescato una reazione che ha causato il riscaldamento del clima. È molto probabile che l’immissione massiccia di gas nell’atmosfera sia stata la causa dominante del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni nel mondo.
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