Un viaggio nelle isole Svalbard (di Matteo Matt)

7 marzo, 2013 • Resoconti di viaggioNessun Commento

Avete mai sentito parlare delle Isole Svalbard? Sono un arcipelago del Mar Glaciale Artico, mi piacerebbe mostrarvi dove sono sul mappamondo, ma purtroppo sono nascoste dal perno che lo sostiene, queste isole sono a NORD, in pratica al Polo Nord, tra i 74° e gli 81° Nord.

Alle Svalbard vivono circa 2’500 abitanti e almeno 3’000 Orsi Polari. Le tre isole più grandi sono Spitsbergen, Nordaustlandet e Edgeøya, la “capitale” è Longyearbyen. La sovranità appartiene alla Norvegia ma, a seguito del Trattato delle Svalbard ogni paese firmatario (tra cui l’Italia) ha il diritto di sfruttare le risorse dell’arcipelago, però solo Norvegia e Russia, hanno usufruito di questa possibilità.
Le Svalbard sono famose per essere state la base di lancio del dirigibile Italia, comandato e costruito da Umberto Nobile nell’impresa di raggiungere il Polo Nord in volo e per essere state scelte per il Global Seed Vault, un deposito sotterraneo costruito per raccogliere i semi di ogni pianta presente sulla terra per sopravvivere a un’eventuale catastrofe naturale mondiale.
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COME ARRIVARE
Come per altri miei viaggi avventura ho scelto il tour operator specializzato, 4Winds per organizzare questa impresa!? Ho viaggiato da solo, unendomi ad un gruppo di altri viaggiatori da ogni parte del mondo. Volo S.A.S. Venezia – Oslo (dove mi sono fermato un giorno), Oslo – Tromsø – Longyearbyen.? Attenzione! A Tromsø l’aereo atterra per far salire altri impavidi viaggiatori sprezzanti del freddo e degli orsi, ma mentre all’andata sono rimasto seduto al mio posto, al ritorno sono dovuto scendere, ripetere i controlli di sicurezza per poi risalire nello stesso aereo…mistero!

Longyearbyen
L’atterraggio è stato forse uno dei più emozionanti della mia vita, si scende a tutta velocità, sfiorando quasi il mare, per poi toccare la cortissima pista; probabilmente i piloti iniziano a frenare che l’aereo è ancora in volo perché non appena le ruote toccano il suolo, tutti i passeggeri  letteralmente sbattono la testa sul sedile davanti, io compreso!
L’aeroporto della Capitale si può descrivere, come lo definisce Marco di 4Winds, un Autogrill! Esiste una sola pista, l’aereo si ferma davanti alla porta d’entrata e un paio di addetti inizia a scaricare i bagagli per inserirli direttamente nella cinghia trasportatrice, a mano.

isole Svalbard nel Mar Glaciale Artico
Longyearbyen è la “capitale” delle Svalbard, un paesino di 2000 abitanti circa. Tutti  girano per strada con il fucile in spalla, anche al bar tutti sono armati, la scuola del paese è circondata da altissime reti e filo spinato…pensavo inizialmente che la gioventù del posto fosse pericolosissima, in realtà, il cartello stradale “Attenti all’ Orso” mi ha aperto gli occhi!? Passeggiare per Longyearbyen è sicuro ma se vuoi uscire oltre il confine cittadino, il pericolo di incontrare un orso bianco è davvero alto!

Il paesino si trova a ridosso del mare, le strade sono per lo più di terra battuta e il mezzo principale è la motoslitta che qui si usa per la maggior parte del tempo. Le tubature delle abitazioni scorrono all’esterno poiché il terreno è permafrost, ossia terra ghiacciata fino a un metro di profondità; si pensi che non si può nemmeno morire alle Svalbard, le salme infatti sono trasportate nel continente, con questo terreno non sarebbe possibile la loro sepoltura.
In questa località si trovano bar, ristorante, ospedale, museo, supermercato, tutto nello spazio di pochi metri, la piazza centrale è dedicata ai minatori; le case sono quasi tutte uguali caratterizzate da colori vivaci e accesi. Ho soggiornato una notte allo Spitsbergen Hotel, qui è tradizione togliersi le scarpe prima di entrare anche negli alberghi o in chiesa.

La chiesa è molto particolare, pensate che l’entrata ricorda molto un piccolo bar dove gli abitanti si radunano a bere qualcosa di caldo trascorrendo le freddissime giornate invernali, proseguendo oltre il corridoio di questo spazio ricreativo, si entra in chiesa. In questo periodo, metà agosto, il sole è alto nel cielo per ventiquattro ore al giorno.

Longyearbyen – Barentsburg
Dal porto di Longyearbyen inizia la mia avventura, in un battello postale Hurtigruten, una nave adibita al trasporto di merci e posta, attrezzata per il trasporto di persone e in grado di superare mari ghiacciati. Questa sarà la mia casa per i prossimi giorni.? Non mi soffermo sulla descrizione del viaggio in nave, perché dovrei parlarvi della cortesia dello staff e delle guide per pagine, ma è una modalità di viaggio che consiglio vivamente! Ricordate: NON E’ UNA CROCIERA!
La prima tappa è Barentsburg, dopo qualche ora di navigazione tra fiordi e paesaggi artici. Si tratta di un accampamento di minatori russi, un posto in declino, grigio, triste, ricorda i vecchi film dell’epoca sovietica. Qui i minatori lavorano ancora con il piccone e le lanterne a cherosene, spesso le case presentano crepe vistose e in alcuni casi al posto dei vetri, le finestre lasciano posto a riquadri di Nylon, ottima protezione contro gli orsi! Gli abitanti di questa comunità vivono insieme, mangiando in una mensa comune. In occasione della nostra visita il gruppo folkloristico di Barentsburg ha organizzato  uno spettacolo nel teatro locale con musica e balletti in costumi tipici.

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