Forti nevicate colpiscono le isole Svalbard

7 maggio, 2013 • News, scienza e naturaNessun Commento

Se alle latitudini temperate si vive un inizio di autunno ancora altalenante, alle latitudini artiche il vortice artico troposferico, rimanendo molto compatto anche alle quote superiori, sta determinando un brusco raffreddamento di tutta l’area artica, dove ormai pare che sia già pieno inverno. Al momento la figura del vortice polare troposferico presenta un assetto bipolare  con due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera.

Il fulcro della profonda circolazione ciclonica rimane posizionato attorno la costa centrale siberiana, dove si è appena rigenerato un nuovo profondo vortice, pieno di aria molto gelida in quota, che ruota a grandissima velocità sopra il mar Glaciale Artico, fungendo da regia all’intera circolazione ciclonica che domina sul Polo Nord. cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature scivolano abbondantemente sotto la soglia dei +0°C, arrivando a toccare valori di -20°C -30°C a bassa quota.

Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -25°C -30°C a quote relativamente molto basse. Ma oltre ad un sempre più intenso raffreddamento il vortice polare piuttosto compatto sta determinando delle condizioni climatiche piuttosto rigide, con gelo e nevicate diffuse che interessano gran parte del territorio dell’Artico, dall’arcipelago canadese, passando per il comparto norvegese e russo, dove da giorni si succedono nevicate, anche piuttosto persistenti, fino a livello del mare. Negli ultimi giorni nevicate piuttosto persistenti ed intense hanno colpito le isole Svalbard, nell’Artico norvegese, dove il manto nevoso ha raggiunto altezze importanti, superando la soglia dei 10-12 cm in molte di esse. Nell’isola di Hornsund, per esempio, nei giorni scorsi si sono abbattute autentiche tempeste di neve, accompagnate da fortissime e gelide raffiche di vento, da E-NE e NE, che hanno oltrepassato la soglia dei 90 km/h, con picchi sui 100 km/h.

Le bufere di neve e vento che hanno sferzato le Svalbard sono state prodotte dal rapido approfondimento, sopra le fredde acque del mar di Barents, di una profonda circolazione ciclonica extratropicale, colma di aria piuttosto gelida in quota, legata direttamente all’attività del vortice polare. Il profondo vortice depressionario, nella fase di sviluppo, ha creato un intenso “gradiente barico orizzontale”, lungo il suo bordo più settentrionale, che si è disposto dalla Novaja Zela a tutto il mar di Barents, dove si sono attivati forti e gelidi venti burrascosi dai quadranti orientali che hanno spazzato con particolare forza il tratto di mare a ridosso delle Svalbard, con raffiche molto forti da E-NE e NE, che hanno toccato picchi prossimi ai 90-100 km/h. In particolare nella giornata del 14 Ottobre 2013 una potente bufera di neve e vento ha duramente colpito l’isola di Hornsund, con fitte nevicate rese orizzontali dalle forti raffiche di vento, da E-NE e NE, che hanno superato i 90 km/h. In poco più di 24 ore di bufere e nevicate persistenti su Hornsund si accumularono circa 11-12 cm di neve fresca al suolo, mentre il fenomeno dello “scaccianeve basso“ riduceva la visibilità orizzontale a pochi metri di distanza.
Ma le nevicate più forti si sono scatenato proprio sull’estremo settore settentrionale della costa norvegese e sugli arcipelaghi limitrofi. Basti pensare che dopo giorni di persistenti rovesci nevosi nel piccolo villaggio di Ny Alesund, situato nel nord-occidentale dell’isola di Spitsbergen, il manto nevoso, nella giornata del 28 Ottobre, ha raggiunto uno spessore di circa 47 cm. Anche se si trova ad oltre i 78° di latitudine nord, per il mese di Ottobre si tratta di un accumulo davvero piuttosto consistente, prossimo al mezzo metro.

Nei prossimi giorni, invece, le nevicate più intense investiranno le isole dell’Artico russo. Ed in particolare le coste artiche della Siberia occidentale e centrale, dove peraltro la neve, nei prossimi giorni, verrà accompagnata da venti piuttosto sostenuti, generalmente dai quadranti occidentali, con raffiche ad oltre i 50-60 km/h, attivati dal consistente “gradiente barico orizzontale” che si genererà lungo il bordo più meridionale della vasta circolazione depressionaria, collegata all’attività del vortice polare troposferico, in movimento verso levante. Le nevicate, entro il weekend, si sposteranno verso la parte più settentrionale dell’altopiano della Siberia centrale, dove non sono escluse anche delle bufere, rese ancora più intense dalle sostenute, a tratti intense, raffiche di vento da O-SO e Ovest che accompagneranno il passaggio della profonda circolazione depressionaria artica, in evoluzione verso levante.

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