Aurore Boreali, questioni di astrofisica

Parlare di Aurore Boreali è sempre bello, ma quando il punto di vista è quello dell‘Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (L’IAPS), sicuramente l’argomento diventa molto interessante.

 

Aurora alle Lofoten 5 marzo 2015

 (foto di Odd Petter Tanke Jensen)
 

Un punto di vista espresso tramite una splendida mostra dal titolo “LE AURORE POLARI-OTTAVA MERAVIGLIA DEL PIANETA?”, una panoramica sull’argomento mediante elaborazioni grafiche, fotografie, riproduzioni di opere d’arte, modellini, filmati, libri antichi. Contributi originali da vari Paesi boreali e australi e soprattutto di lunghi anni di ricerca, condotta prevalentemente all’Università di Siena.

Questa mostra prodotta da Leading Edizioni, Officina Eventi, ha riscosso un grande interesse, presentata al Festival della Scienza di Genova (dal 25 ottobre al 2 novembre 2014) e Rovereto presso il Comune Fondazione Museo Civico (dal 27 novembre all’11 gennaio 2015), presto verrà allestita all’Aquila.

Probabilmente tra il 12 novembre e il 4 dicembre a cavallo delle celebrazioni del 50° dell’Istituto di Fisica dell’Università dell’Aquila.

La mostra, ideata e curata da Ada Grilli con la consulenza scientifica di Patrizia Francia dell’Università de L‘Aquila, è dedicata alle aurore, fenomeno che affascina da sempre sulla Terra ma anche sugli altri pianeti del Sistema Solare.

COMUNICATO STAMPA A cura di AISP

Archi, nastri, tendine, drappeggi, corone e raggi, spirali e contorsioni e…come descrivere tutte le forme e i movimenti di questo spettacolare fenomeno che da secoli e millenni invade i cieli intorno al Circolo Polare Artico, ma anche i cieli australi dall’altra parte del globo? L’ottava meraviglia del mondo non sta in terra ma nell’Atmosfera, a circa 100 km di altezza e si vede a occhio nudo, tutti gli inverni per lo più tra ottobre e aprile, nei Paesi freddi come l’Alaska, il Canada, l’Islanda, la Groenlandia, la Lapponia, la Russia. Lo spettacolo va in onda, gratis, per chi ha la pazienza di aspettarlo con molti gradi sotto lo zero, in prima serata o nelle ore intorno a mezzanotte, o ancora verso le due del mattino. Sopra di noi, senza filtri, senza binocoli né telescopi.

Le Aurore polari (boreali e australi) esistono da quando esiste il pianeta con la sua atmosfera. Dunque un fenomeno che affonda le sue radici nel tempo lontano, nella notte dei tempi, quando nessun essere umano era ancora apparso a testimoniarne l’esistenza, a stupirsi e a cercare di interpretarne il meccanismo. E, come è ormai scientificamente dimostrato, sono legate ai cicli dell’attività solare di cui, in termini temporali, è stato rilevato un periodo undecennale.

Ma il fenomeno delle Aurore (che nei Paesi circumpolari è chiamato con orgoglio e buone ragioni “Luci del Nord”) resta tutt’oggi assai complesso e si lega, da secoli, a tutto un sistema di credenze e interpretazioni, come pure ad una densa rete di ricerche scientifiche appassionanti e non ancora risolutive. Per non trascurare Arte e Letteratura, dove la creatività su ispirazione delle Aurore è stata prolifica – e lo è tuttora – di una scia di interpretazioni, descrizioni, racconti, poemi, musiche.

Le Aurore Polari infine- sorpresa!- non sono un fenomeno solo dei Paesi del Nord. Certo nelle regioni circumpolari quando si affacciano – e questo può accadere anche per trecento notti all’anno – possono essere favolose, inimmaginabili, toccanti. Ma sono una storia anche italiana, dall’epoca antica a Galileo che le diede il nome “Aurora Borealis”, ai nostri scienziati dal settecento in qua, oggi attivi in Italia e all’estero.

E la Francia- Paese ospite del Festival Scienza 2014 – è tra i paesi europei non scandinavi quello che più, nel passato e oggi ancora, ha dedicato attenzione e ricerca scientifica al fenomeno delle Aurore Polari.

Di tutto ciò la Mostra “LE AURORE POLARI-OTTAVA MERAVIGLIA DEL PIANETA?” alla Loggia dei Mercanti – ideata e curata da Ada Grilli con la consulenza scientifica di Patrizia Francia del Dipartimento di Fisica delle Relazioni Terra Sole dell’Università de L‘Aquila – fornisce una panoramica a volo d’uccello per mezzo di elaborazioni grafiche, foto, riproduzioni di opere d’arte, modellini, filmati, libri antichi. Contributi originali da vari Paesi boreali e australi e soprattutto di lunghi anni di ricerca, condotta prevalentemente all’Università di Siena.

 

aeroporto

 

Aurora alle Lofoten 5 marzo 2015

 (foto di Odd Petter Tanke Jensen)

 

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