Vivere alle Svalbard

Quello presentato di seguito è un estratto della bella intervista che blueberry travel ha fatto a Kjersti Ellen Norås responsabile dell’Ufficio turistico delle Svalbard che vive a Longyearbyen.

1

PER CONOSCERE UN PO’ MEGLIO CULTURA E CLIMA
abbiamo posto un po’ di domande su cosa significa vivere in cima al mondo, ad un passo dal Polo Nord. Una bella intervista che ci fa conoscere meglio i mondi artici e che proponiamo in due episodi. Eccone un estratto

CLIMA
Climaticamente le Svalbard sono un esempio di deserto artico perché il livello di precipitazioni è inferiore ai 400 ml annui. L’umidità è sempre molto bassa, e il livello di precipitazioni sia piovose che nevose è decisamente inferiore a quello che la maggioranza delle persone si aspettano. In compenso però, abbiamo sempre un forte vento.
Per quanto riguarda le temperature, in estate possono variare da zero a 14° C (se siamo fortunati). l’inverno invece ci può regalare qualunque valore dai  -5° ai -35° centigradi.

LA LUCE
le Svalbard sono l’unico posto in Europa dove si verifica il fenomeno della notte polare. Da metà novembre a fine gennaio il sole si trova oltre i sei gradi al di sotto della linea dell’orizzonte, impedendo così il diffondersi anche della luce crepuscolare. Il risultato è che a mezzogiorno è completamente buio.
Alcune persone trovano difficile vivere con 24 ore di buio ma, personalmente, non mi dispiace. I due mesi passano in fretta con le festività natalizie di mezzo e l’aurora boreale che danza nel cielo del mattino. Credo sia semplicemente qualcosa a cui bisogna fare l’abitudine. Ho una figlia di 15 anni e per lei è un po’ più dura perché durante il periodo della notte polare è sempre stanca. Qualche anno fa la Philips fece un esperimento con l’illuminazione diurna. Qualunque cittadino di Longyearbyen registrato al progetto ricevette una lampada da giorno… fu davvero divertente e ritengo che in molti casi le luci siano state d’aiuto. Alla fin fine comunque conduciamo tutti una vita normale e aspettiamo semplicemente il ritorno della luce.

L’ISOLAMENTO
Durante il periodo invernale ci sono dei giorni in cui gli aerei non possono atterrare a causa del cattivo tempo. In tali circostanze possiamo sentirci un po’ isolati ma tutti noi siamo sempre ben coscienti del fatto che viviamo in cima al mondo nell’artico più remoto e che queste cose, di tanto in tanto, possono capitare. Ad ogni modo non sono poi tanti i giorni in cui gli aerei non riescono ad atterrare e quindi, alla fine dei conti, non è un vero problema.

I PRINCIPALI INSEDIAMENTI ALLE SVALBARD
Il centro principale è quello di Longyearbyen che conta circa 2.100 abitanti. Poi si sono l’insediamento russo di Barentsburg con circa 350 abitanti e le stazioni di ricerca Ny-Ålesund che hanno una popolazione residente che varia fra le 40 e le 100 persone in base ai differenti periodi dell’anno. Infine, anche la Polonia ha un proprio insediamento scientifico nel sud dell’Isola con circa 12 persone.

Gli unici luoghi visitabili per fini turistici sono comunque esclusivamente l’area di Longyearbyen e di Barentsburg, anche se non esistono strade che collegano i due insediamenti. In inverno si utilizzano le motoslitte mentre in estate ci si sposta con le imbarcazioni.

ASSISTENZA SANITARIA
abbiamo un pronto soccorso e un piccolo ospedale. Tuttavia non c’è il reparto di ostetricia e ginecologia e così le donne incinte devono ritornare sulla terra ferma per partorire, a Tromsø o nella loro città natale.

L’ORSO POLARE. UNA MINACCIA PER L’UOMO?
Gli orsi, qualora vengano provocati, sono una minaccia. In generale va però detto che gli orsi polari non vedono gli esseri umani come una fonte di nutrimento perché risultiamo decisamente troppo magri. Non abbiamo la giusta quantità di grasso e, per questo motivo, preferiscono cacciare le foche.

Tuttavia bisogna tenere presente che nel caso in cui vengano spaventati o si sentano minacciati possono diventare aggressivi. In estate, quando la caccia alle foce può essere resa più dura dalla mancanza di ghiaccio, può capitare che siano particolarmente affamati e, in questo caso, possono attaccare anche gli esseri umani.

LA MIGLIORE STAGIONE PER VISITARE LE SVALBARD
il periodo in cui viaggiare qui è condizionato soprattutto a quello che si vuole fare. Le attività durante il periodo estivo sono molto diverse da quelle invernali. Per chi vuole andare in motoslitta, andare sulla slitta trainata da husky, fare ice caving o intraprendere lunghe spedizioni sciistiche, i mesi migliori sono marzo e aprile. Per chi invece preferisce andare in barca, andare in kayak sui fiordi, fare trekking o andare a cavallo sulle montagne allora il periodo migliore è luglio e agosto.

leggi l’intervista comleta su http://www.blueberrytravel.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *